20 Gennaio 2026
Ecobonus 2026: guida completa per famiglie e imprese
La più recente legge di bilancio ha dedicato ampio spazio al bonus casa, un insieme di agevolazioni fiscali che permettono di sostenere la riqualificazione di immobili esistenti. In ambito energetico, l’ecobonus 2026 resta uno dei maggiori aiuti per chi vuole aumentare il valore degli edifici di proprietà e migliorarne l’efficienza energetica. La misura, già attiva per l’anno precedente, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026.

Cos’è e come funziona l’ecobonus
Chi sostiene spese per interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica di edifici già esistenti può beneficiare di una detrazione fiscale sull’Irpef (reddito delle persone fisiche) o sull’Ires (imposta sul reddito delle società), recuperando una quota dei costi sostenuti per i lavori. Nel caso dei soggetti titolari di reddito d’impresa, l’agevolazione spetta esclusivamente per gli interventi realizzati su immobili strumentali utilizzati nell’ambito dell’attività imprenditoriale.
L’incentivo è accessibile a tutti i contribuenti, residenti e non residenti, che possiedono l’immobile interessato dagli interventi. Oltre ai proprietari, possono usufruire della detrazione anche i titolari di diritti reali, i condòmini per i lavori effettuati sulle parti comuni, gli inquilini e i comodatari.
La detrazione spetta inoltre al familiare convivente del proprietario o del detentore dell’immobile, come il coniuge, il partner dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, nonché al convivente more uxorio.*
*Fonte Agenzia delle Entrate
Quali detrazioni spettano con l’ecobonus 2026?
Nel 2026 le percentuali di detrazione restano invariate rispetto all’anno precedente:
- 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, ossia la casa in cui si ha residenza e diritto reale di godimento.
- 36% per gli interventi su altri immobili o seconde case.*
Queste aliquote si applicano alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 e sono ripartite in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
*Fonte Gazzetta ufficiale
Gli interventi ammessi
Gli interventi che permettono di accedere l’Ecobonus 2026 possono essere di diversa natura*. Tra i principali rientrano:
- l’isolamento termico di pareti, tetti e solai, compresi gli interventi di cappotto;
- la sostituzione di infissi e serramenti con modelli ad alta efficienza energetica;
- l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza, impianti ibridi e scaldacqua a pompa di calore;
- i sistemi di building automation e le schermature solari;
- gli interventi sulle parti comuni dei condomìni finalizzati a migliorare l’efficienza energetica complessiva dell’edificio.
*Fonte Agenzia delle Entrate

Massimi detraibili
L’Ecobonus 2026 sancisce un limite di spesa massima per ogni tipologia di intervento, ovvero la cifra più alta che è possibile recuperare con le tasse. Questi numeri indicano, tuttavia, solo la detrazione, e non la spesa totale: per esempio, se hai diritto al 50% di detrazione, un massimale di 100.000 € ti permette di spendere fino a 200.000 €. Con il 36%, la stessa detrazione copre circa 277.000 €.
Alcuni esempi pratici:
- il massimo detraibile per la riqualificazione energetica è di 100.000 €.
- Per interventi come isolamento, serramenti o pannelli solari termici, il limite scende a 60.000 €.
- Per la sostituzione di impianti di climatizzazione ad alta efficienza, il tetto è 30.000 €.
Le detrazioni vengono spalmate in 10 anni, quindi il vantaggio fiscale viene dilazionato sulle annualità. Prima di cominciare con i lavori è quindi sempre consigliabile fare riferimento alle tabelle messe a disposizione dell’Agenzia delle Entrate o chiedere supporto al tecnico di fiducia.
Requisiti per accedere all’Ecobonus 2026
Per poter usufruire dell’Ecobonus 2026 è necessario:
- essere proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto dei lavori;
- che l’immobile sia esistente e accatastato, non di nuova costruzione;
- utilizzare pagamenti tracciabili;
- inviare la comunicazione all’ENEA nei termini previsti dalla normativa.
Scadenze e prassi da seguire
L’Ecobonus 2026 vale solo per le spese sostenute nel corso dell’anno, con data di pagamento documentata e correttamente tracciata. La detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.
È fondamentale conservare fatture, ricevute e documenti tecnici, poiché potrebbero essere richiesti in caso di controlli.
Cosa cambia con l’ecobonus 2027?
La manovra 2025 ha prorogato l’Ecobonus per gli anni 2025-2026, mantenendo lo stesso tasso di detrazione e stabilendone una diminuzione per l’anno successivo. Al 1° gennaio 2027 le percentuali di detrazione dovrebbero ridursi: 36% per le abitazioni principali e 30% per gli altri immobili, rendendo il 2026 un anno decisivo per chi intende effettuare interventi di efficientamento energetico.